IMMAGINI DALLA SPAGNA

Alicante 1- 2- 3, Barcellona, Valencia 1-2, Tabarca, Gibilterra, altre ancora. (vai agli slideshow)

VERSION: - ||-   SPANISH WITH KEY WORDS: -|- << prec| succ>>|2 Ottobre 2007

Un Tuffo nello Spagnolo

La prima volta che mi trovai tra le mani un testo in Spagnolo mi dovette sembrare di sognare. Ovviamente molti vocaboli mi erano ignoti come pure il significato di qualche passaggio, ma era comunque facile desumerlo dal contesto e, soprattutto, non mi sfuggiva il senso generale di quanto scritto. Una meraviglia. Mi veniva da sorridere al ricordo di quanto, negli anni verdi, mi era costato in termini di energia, brutte figure e cinque in pagella raggiungere lo stesso risultato in Inglese. Con lo Spagnolo sembrava invece tutto così agevole. Non sono mai stato uno studente paziente, peggio ancora quando si tratta di lingue straniere. Detesto studiare regole grammaticali, odio tabelle di verbi ed eccezioni, mi addormento sugli esercizi.

Spagna, Spagna

Quando poi si iniziò a profilare un mio trasferimento in Spagna, prima sotto forma di vaga ambizione, poi in termini di biglietti aerei prenotati e valigie impacchettate venne il momento di iniziare lo studio dello Spagnolo. Con l'Inglese la svolta era stata leggere una decina gialli della Christie in lingua originale. Dunque decisi di fare lo stesso: niente corsi di auto apprendimento, niente grammatica, ma un dizionarietto tascabile da usare per leggere romanzi in Castigliano in treno nell'ora e mezza quotidiana di ritorno dall'ufficio. Mi sembrava di imparare tanto, annotavo a margine le parole nuove per copiarle poi in un quaderno e memorizzarle. Capire il testo era di giorno in giorno più agevole, finché nel bel mezzo del sesto libro iniziai ad averne abbastanza della mia vita da schiavo moderno. Diedi le dimissioni, impacchettai le mie cose e raggiunsi l'altro lato del mediterraneo.

La doccia gelata

Al momento di utilizzare quanto sapevo però giunse la doccia gelata: avevo sicuramente appreso tantissimo in modo però troppo casuale e sconnesso. Mi incagliavo sulle cose più elementari, dovevo banalizzare i pensieri, ero riuscito a finire Garcia Marquez ma non sapevo coniugare in scioltezza il presente del verbo avere. Compresi l'errore: da principiante assoluto avevo utilizzato un metodo da studente di livello intermedio intermedio.

Fu necessario ripartire da zero. Una delle prime cose che feci in terra Iberica fu iscrivermi ad un corso di base in una scuola, pubblica, del centro. Costo per il corso annuale di cinque ore settimanali? 18 euro.

Parenti serpenti

Si dice che lo Spagnolo sia parente stretto dell'italiano. Mi viene allora da parafrasare il famoso proverbio e dire “Dai nemici mi guardo io dai parenti mi guardi Iddio”. Lo so, lo so, sarebbe “..dagli amici mi guardi Iddio” ma suonava bene.

Comunque lo Spagnolo è più ostico di quanto si pensi. Certo un Italiano è avvantaggiato rispetto ad un Tedesco o un Polacco però avanzare oltre quella specie di infarinatura iniziale gratuita è molto più arduo di quanto si possa immaginare. Anzi quella infida iniziale apparenza di facilità per certi versi ci si può ritorcere contro. Funziona così, o meglio per me ha funzionato così: se leggo una frase e la capisco non ci presto più attenzione: “mi casa es muy grande” si capisce al volo , non ti ci soffermi e non ci presti più attenzione ed è qui scatta la trappola: quando siamo noi a dover dire o scrivere “la mia casa è grande” non siamo sicuri di come si dica. Come si dice 'auricolare' in Spagnolo? Auricolare..forse o magari 'altavoz'? Un bel dilemma, specie quando al centro commerciale stai tentando di comprare un 'altavoz' per il tuo cellulare.

C'è chi dice che la tecnica vincente è sopperire i vuoti dello Spagnolo usando l'Italiano. E' innegabile ci siano ottime possibilità di essere comunque compresi. Per me va evitato come la peste.

Tutto il resto è noia

La verità e che non ci sono scorciatoie, metodi abbreviati o vie traverse. Ti trovi un insegnante, compri una grammatica, collezioni l'ultima raccolta di Dvd di cui hai appena sentito per radio, dicono che faccia miracoli, inizi con l'unità uno e ti fai gli esercizi e passi all'unità due. Se hai voglia compri una rivista specializzata, tipo Speak Up, pare che anch'esse siano prodigiose. Metodi capillari e progressivi danno più risultati..sempre non si venga sopraffatti dalla noia.

Decisamente si..mi ci vedo sul carrozzone dei pendolari dopo otto ore e passa di reclusione in ufficio, tra un guasto allo locomotiva a Portici ed uno sciopero selvaggio a Torre Annunziata a declinare con certosina pazienza listati di verbi irregolari o a ripetere contento 'El boli está en la mesa. Donde está el boli? En la mesa'

Uno Studente modello

Leggendo comunque apprendi, però più lentamente; ogni scrittore ha il suo modo di narrare, preferisce alcune locuzioni ad altre. Avrà avuto mille motivi per dar vita alla sua opera ma credo, sono pronto a scommettere, che facilitare l'apprendimento della sua lingua agli stranieri non sia stato uno di questi. Ci vuole più tempo e da meno risultati ma lo fai. Lo fai, questo è il punto, perché è la forza della narrazione a trascinarti. A conti fatti la situazione è ribaltata a 180 gradi: stai apprendendo la lingua per leggere il racconto e non più il contrario.

Prendi Ala. E' uno studente modello, è capace di studiare in modo capillare per ore e ore, di sviscerare manuali da cima a fondo. Non le consiglierei mai di cominciare da Gabriel Garcia Marquez.

Però non tutti sono come lei anzi pochissimi sono come lei e a dirla tutta devo ancora incontrare chi ha imparato una lingua da un corso di cassette. Ci sarà, ne sono certo, ma io non ho ancora avuto il piacere di conoscerlo.

Un'ultima possibilità

Allora rimane un'ultima strada da poter percorrere: trangugiare come una medicina amara il nocciolo duro della lingua (pronuncia, mille parole e falsi amici, declinazione verbi regolari). Non è molto, con un po' di impegno ce la si fa, anche in una settimana. A questo punto, e solo a questo punto, si può dare libero sfogo alla fantasia senza rimorsi. A me piace leggere, preferisco i libri però c'è un'infinità di possibili alternative: dalle canzoni con testo ai film, a Tv e radio(su intenet ce ne sono a bizzeffe), tutte cose cioè che rendono la lingua uno strumento per fare qualcos'altro.

Si perché quando poi finalmente cominciai con il corso di base i progressi iniziarono a diventare rapidi. Dopo meno di un mese mi spostarono al corso di livello più alto ed anche lì ero il migliore. C'erano Ungheresi, Lituani, Americani. Dicevano “Lui non fa testo. E' Italiano è troppo avvantaggiato”. Gli rispondevo che si, si avevano proprio ragione. E' sempre bello alimentare superstizioni e leggende metropolitane. Sapevo però che a dover essere ringraziati erano le Lucie*, i Mario**, i Gabriel*** delle lunghe traversate da pendolare per essere riusciti a farmi appassionare alle loro storie.

*Extebarria

**Vargas Llosa

***Garcia Marquez




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