IMMAGINI DALLA SPAGNA

Alicante 1- 2- 3, Barcellona, Valencia 1-2, Tabarca, Gibilterra, altre ancora. (vai agli slideshow)

VERSION: - ||-   SPANISH WITH KEY WORDS: -|- << prec| succ>>|25 Gennaio 2008

Decalogo per salvare la democrazia Italiana

Prodi è stato sfiduciato al senato. I fascisti fuori sfilano con le bandiere nere. La destra beve spumante in aula, Berlusconi e Fini chiedono elezioni immediate. Sono sicuri di averle già vinte ma si sbagliano. Le elezioni Italiane si decidono sempre per un pugno di voti, l'elettorato è spaccato in due noccioli durissimi, contrapposti e non comunicanti. Sottovalutano poi l'effetto che lo sdegno per quanto accaduto può provocare. No, nessun governo tecnico ora, nessun un tirare a campare senza speranza con la destra scatenata in piazza e nei media. Allora si Berlusconi stravincerebbe. Meglio votare ora e trovare quel coraggio riformatore che dovrebbe essere la ragione d'essere di qualunque alleanza progressista.

Ecco cosa bisogna fare per far si che lo spumante vada di traverso a chi lo ha stappato:

Ricordasi sempre chi è Berlusconi.

Fascisti in festa

Fascisti in festa

Durante le primavere inciuciste si fa finta che sia come un normale leader di destra democratico, come Sarkozy, Rajoy o la Merkel. Ma è una balla. Berlusconi non ha mai riconosciuto il diritto agli avversari a governare, è sceso in capo 'per salvare' il paese dalle sinistre (da Craxi ed Andreotti non riteneva ce ne fosse bisogno). Ha sempre parlato di brogli quando ha perso senza mai riconoscere una sconfitta. Ha stravolto la costituzione della Repubblica, con il 45% dei voti, snaturandone la forma ed introducendo una sorta di duce elettivo. Ha cambiato sempre a maggioranza la legge elettorale maggioritaria votata dal 90% degli Italiani in un referendum ad altissima partecipazione. Nella passata legislatura era attiva una rete che intercettava illegalmente politici, magistrati e giornalisti ritenuti avversi al governo. Nel 2006, dopo la sconfitta per 25.000 voti, aveva pronto un decreto legge per forzare il riconteggio dei voti che tradotto voleva dire assegnarsi la vittoria elettorale per decreto. Rinunciò all'idea solo perché Ciampi gli fece sapere che non avrebbe controfirmato. Basti pensare che Berlusconi non presenzia mai alle cerimonie del 25 aprile; per lui il giorno il cui al paese è stata restituita la libertà dal nazifascismo è un giorno infausto. Come dimenticare i comizi elettorali in un tripudio di bandiere nere e saluti romani? La democrazia è sopravvissuta solo perché quando ha governato sul colle c'erano presidenti che non lo amavano. Dovesse riuscire a mettere un suo uomo al quirinale, un Vittorio Emanuele III per intenderci, il cerchio si chiuderebbe e saremmo condannati a rivivere il peggio della nostra storia. Non è affatto vero che le cose non possano andare peggio di così.

Prodi va confermato. Prodi è caduto per un colpo di palazzo non per un verdetto elettorale. Certo il governo ha lasciato molto a desiderare, ma cambiare candidato equivarrebbe ad ammettere il fallimento e rassegnarsi quindi alla sconfitta. Piaccia o no, Prodi non puó essere cambiato. Quello che si potrebbe fare è magari cercare di scaricare le colpe del fiasco sui vari Dini, Binetti, Fisichella, Mastella o De Gregorio. Fare diversamente vorrà dire condannarsi alla sconfitta.

Fuori transfughi, riciclati e trasformisti. No ai Dini e ai Mastella del futuro. No a chi ha militato in partiti di destra. Chi ha saltato il fosso per una poltrona si può stare sicuri lo farà nella direzione opposta per un'altra poltrona. Mai più tranfughi da destra.

Mastelcard

Mastel Card

Apertura a movimenti, riforme anti-corporative. Proporre agli elettori molte delle cose che dice Grillo. Le candidature vanno scelte con primarie di lista. Ridurre il numero dei ministri; massimo 14-15. L'unico momento di popolarità per Prodi c'è strato sulle liberalizzazioni. Dare più strumenti di autodifesa ai cittadini contro le corporazioni porta consensi. Le corporazione reagiscono sempre con rabbia ma tassisti, farmacisti o notai già votano per la destra. Le loro battaglie sono impopolari. Farseli nemici è a costo zero.

Proporre semplici e chiare modifiche alla Costituzione e levarsi la questione da torno una volta e per tutte. Abolizione del Senato e doppia lettura alla camera delle leggi. Modificare la legge elettorale reintroducendo le preferenza e ripristinare il voto alla coalizione per l'attribuzione del premio di maggioranza. Vietare in costituzione tutti condoni. Imporre il pareggio del bilancio pena l'interruzione della legislatura.

Cercare i voti dove realmente sono. Nel 2001 ci fu il sorpasso nel mondo del lavoro; per la prima volta nella storia la maggioranza degli operai votò per la destra. Nel 2006 moltissimi dei miei ex colleghi (una multinazionale di informatica), molti dei quali precari o stagisti, tutti sottopagati e spremuti come limoni votarono per la destra. Questi sono i voti che mancano, non quello di Montezemolo o di Bagnasco.

Smetterla di inseguire la destra sulle tasse. Ogni anno lo stato paga 70 miliardi di euro di interessi passivi sul debito pregresso. Cioè una fetta spropositata dell'insopportabile pressione fiscale serve solo ed esclusivamente per ingrassare i forzieri delle istituzioni Bancarie creditrici. Qui in Spagna (dove c'è poco debito) questi stessi soldi li usano per costruire ferrovie e metropolitane. Il debito pubblico è la cosa più iniqua e di destra che possa esistere. E' la ragione del declino e della bassa crescita economica. Nessuno è contrario alle tasse di per se. In Svezia dove la tassazione supera il 50% chi ne propone una riduzione perde consensi. I cittadini sanno che dovrebbero rinunciare a servizi efficientissimi che oggi ricevono gratuitamente e dovrebbero comprarli a sul mercato privato a prezzi ben più elevati.

Ben diverso è il sentimento di un cittadino Italiano che si sente tartassato in cambio di niente per finanziare l'evasione dei ricchi, la corruzione, il clientelismo, il parassitismo e lo sperpero. Andate a convincere mio padre che i 2000 euro annui di tassa sui rifiuti che paga in un comune del Salernitano sono ben spesi. Ecco cosa dovrebbe dire il centro sinistra sulle tasse:

  1. Tutto quello che si recupera dall'evasione lo si restituisce sotto forma di sgravio in un rapporto 1 a 1, in modo immediato e visible (altro che tesorini e tesoretti). Si crea un conflitto di interessi tra evasori e tartassati e si rende popolare la lotta all'evasione che al momento non lo è.

  2. Si porta il bilancio in attivo tagliando sugli sprechi immensi che ci sono. Non sanità, istruzione, giustizia ed altro ma su clientelismo e spreco. Certo ci vuole coraggio. Non c'è sostenitore più devoto di chi percepisce grazie a te un reddito immeritato. Ma se il coraggio non lo si trova ora poi potrebbe essere troppo tardi.

  3. Si restituisce inesorabilmente ad investimenti e spesa sociale tutto quello che mano mano si risparmia su interessi passivi.

Smetterla di inseguire la destra sull'immigrazione. La destra non ha nessun interesse a gestire in modo efficace questo problema. Più immigrati illegali ci sono tanto meglio. Il padronato disporrà di manodopera senza diritti e ricattabile a costi irrisori e i partiti xenofobi avranno gioco facile a raccogliere voti per il malcontento che questo genera. Bisogna spezzare il circolo. Se un imprenditore o una famiglia ha bisogno di un lavoratore straniero ed è in grado di assumerlo regolarmente deve poterlo fare agevolmente. Va punito severamente invece chi preferisce i clandestini insieme alla mafie che gestiscono il lucroso business. Che senso ha dire quest'anno si assumono 70.000 badanti quando poi ne servono 200000? A Gasparri potranno tornare comodi 130.000 badanti clandestini, al paese di sicuro no. Se ne parla stranamente poco ma la parte più onesta e laboriosa della società Italiana, quella che delinque di meno è rappresentata proprio gli immigrati regolarizzati. Queste cose si può provare a spiegarle.

Fare propria la questione morale. Cossiga subito dopo l'annuncio in cui Mastella dava notizia della crisi suggerì a Prodi di nominare Borrelli ministro della giustizia. Per una volta andava ascoltato. Sulla lotta alla corruzione, il sostegno alla magistratura, il potenziamento della giustizia la sinistra Italiana potrebbe ottenere ancora più voti di quelli che la destra ottiene accanendosi con gli immigrati. Come dimenticare il forte sostegno popolare, diffuso e trasversale, ai magistrati di Mani Pulite nel 1992. Stranamente la sinistra non ha mai voluto combattere per davvero questa battaglia. E' venuto il momento di trovare il coraggio di farlo.

Affrontare la battaglia senza paura. Ricordasi che i governi in carica recuperano sempre consensi in campagna elettorale. In Italia più che altrove. Non abboccare alla propaganda avversaria, non autoconvincersi di avere già perso. Prendere il toro per le corna e sfidare la destra dove fino ad ora ha avuto vita facile: tasse ed immigrazione. Trovare il coraggio politico per cambiare le cose. Puntare al consenso dei cittadini non a quello dei clienti.

La Spagna è in piena campagna elettorale. Si voterà il 9 marzo. Chi arriva qua e non lo sa però non se ne accorgerebbe. I manifesti si contano sulla punta delle dita. Nel Pais di ieri il primo ed unico articolo sulle elezioni è a pagina 13. Un articoletto di taglio medio sperso in una edizione di un giornale ben più interessato a quanto accade nel mondo:il crack borsistico, la crisi umanitaria a Gaza, le elezioni americane. In Spagna le elezioni sono poco più che ordinaria amministrazione. Routine noiosa di una democrazia che funziona. Provo invidia, di sicuro, però penso al tempo stesso che non c'è nessun motivo perché non debba essere così anche in Italia. Se ci sono riusciti loro ci possiamo riuscire noi. Non ci vorrà molto, basterà volerlo ma questa volta per davvero.



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