VERSION: ||-   SPANISH WITH KEY WORDS: |- << prec| succ>>|25 Maggio 2009

Papi alla crociata

Si chiama Veronica. Dove non è riuscito un centro-sinistra diviso e piagnone, ci sta riuscendo Veronica Lario, moglie di Berlusconi durante gli ultimi 30 anni. Lei, più che nessun altro, è riuscita a mettere alle corde il potere ogni volta sempre più assoluto del cavaliere. La sua lettera all'agenzia Ansa dove accusa suo marito di essere un imperatore, di frequentare minori, di non starci con la testa e di promuovere un sistema politico e sociale che si basa sulla bellezza femminile e dimentica l'etica è una sferzata difficile da accettare. Incluso per Berlusconi, probabilmente l'unico primo ministro al mondo capace di ricevere una simile reprimenda e mantenersi in alto nei sondaggi. Genio della manipolazione populista e mediatica e primatista mondiale di processi ed assoluzioni, si sente impunito. E a ragione. É il segreto del suo successo, il centro di gravità della società dello spettacolo. Come molti altri: Bush, Cheney o Trillo. Berlusconi lo era finchè non è venuta fuori la Lario.

Il suo pugno sul mento ha rivelato al mondo il peggior tanfo dittatoriale del cavaliere. Continua ad essere l'editore del maggior gruppo mediatico del paese ed al tempo stesso capo del governo, in modo che il suo controllo dell'informarzione televiva è quasi totale. L' autocensura e la censura, le barzellette ciniche e maschiliste, ed i movimenti più o meno sotterranei per tentatre di volgarizzare l' informazione scritta sono coerenti con una sfacciata strategia di sottomissione della libertà di stampa di cui i giornalisti italiani patiscono in modo sempre più intenso. Lario, ribellandosi contro la diabolica retorica che contrappone pubblico e privato, il vero ed il falso, contrassegnata dal sigillo di Berlusconi, si è convertita in un modello. Chiaro e semplice.

La Repubblica ha riassunto in 10 domande i numerosi dubbi che caratterizzano le avventure politiche, prostatiche e narcisiste di Berlusconi. Gli ha inviato il questionario, ed avvenuta l'unica cosa possibile. Rabbia e silenzio. Anche Clinton si prese il suo tempo prima di raccontare la verità sulla Lewinsky. In Italia non c'è impeachment. Peró sarebbe molto salutare per la democrazia italiana che Mr. Impunità prenda carta e penna e racconti al mondo perchè lo si chiama Papi.

(articolo originale)

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